CASO STUDIO
EmpowerMe nasce da un’idea di Valentina Cassarà, learning designer e project manager, all’interno di un progetto europeo finanziato dal programma Erasmus+ e sviluppato in collaborazione tra Italia e Germania.
L’obiettivo era ambizioso: creare uno strumento educativo capace di affrontare temi complessi come femminismo, diritti, stereotipi e inclusione attraverso il linguaggio del gioco e del confronto.
Dal punto di vista progettuale, la sfida consisteva nel trasformare una grande quantità di contenuti e prospettive diverse in un’esperienza chiara, accessibile e coinvolgente per studenti e studentesse delle scuole medie e superiori.
Fin dalle prime fasi mi è stato chiaro che non stavamo progettando semplicemente un mazzo di carte o una serie di materiali coordinati.
Il vero obiettivo era costruire un linguaggio visivo capace di rendere accessibili temi complessi senza banalizzarli.
Per riuscirci era necessario trovare un equilibrio delicato: parlare a un pubblico giovane senza risultare infantili, affrontare questioni importanti senza assumere un tono accademico e mantenere una forte coerenza tra tutti i supporti del progetto.
Prima di iniziare la progettazione grafica ho quindi studiato la ricerca preliminare curata da Jennifer Guerra, per comprendere a fondo il contesto culturale e i temi trattati.
Il progetto aveva bisogno di una personalità riconoscibile ma aperta, capace di dialogare con pubblici diversi.
Il logo nasce attorno alla parola “Empower”. Al suo interno ho evidenziato la sillaba “POW”, tipica del linguaggio fumettistico, inserendola in un elemento grafico pixellato che richiama il gioco, la partecipazione e l’immaginario visivo delle nuove generazioni.
Il payoff, realizzato con un carattere che richiama il tratto del marker, contribuisce a rendere l’identità più diretta e informale.
L’identità non doveva vivere soltanto sul logo, ma diventare il filo conduttore di un ecosistema composto da strumenti molto differenti tra loro.
Mi sono occupata della direzione creativa e della progettazione grafica dell’intero sistema: carte, opuscolo, poster e packaging.
Ogni elemento doveva essere immediatamente riconoscibile come parte dello stesso progetto pur mantenendo una funzione specifica.
La progettazione è stata guidata da criteri di chiarezza, accessibilità e inclusione.
Le illustrazioni realizzate da Lucia Catellani, i testi curati da Giulia Muscatelli e la struttura visiva sono stati integrati in modo da favorire la comprensione dei contenuti e stimolare il dialogo, senza che la grafica prevalesse sul messaggio educativo.
Tra gli elementi più interessanti del progetto c’è il poster pieghevole.
Da chiuso accompagna la lettura con informazioni progressive sui temi trattati; una volta aperto completamente si trasforma in un supporto visivo autonomo, utile durante le attività formative.
EmpowerMe è diventato un tool didattico composto da un mazzo di 25 carte tematiche più 2 carte jolly, un poster, un opuscolo operativo, un packaging dedicato e una piattaforma online.
Il sistema è stato utilizzato all’interno di workshop scolastici e attività formative, offrendo a studenti, studentesse e formatori uno strumento per affrontare temi complessi attraverso il confronto, il gioco e il pensiero critico.
L’obiettivo del progetto non era intrattenere, ma utilizzare le dinamiche della gamification per favorire domande, riflessioni e cambi di prospettiva.
La componente visiva ha contribuito a rendere questi contenuti più accessibili e a creare uno spazio di confronto in cui i temi del femminismo e dei diritti potessero essere affrontati in modo aperto e partecipato.
EmpowerMe dimostra come la progettazione grafica possa diventare parte integrante di un processo educativo, aiutando a trasformare contenuti complessi in strumenti concreti di apprendimento e dialogo.


Mi chiamo Carolina Frangipane, sono una graphic designer e mi occupo di brand identity e impaginazione, con un occhio sempre rivolto a soluzioni ecologiche.
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