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Canva è una web app che io apprezzo infinitamente, fa da ponte fra me e i miei clienti. Ma ci sono cose che assolutamente sconsiglio di fare con Canva e una di queste è quella di impaginare con Canva dei contenuti lunghi. Per contenuti lunghi intendo dire tutti quei supporti grafici che superano le 8 pagine e che hanno dei testi concatenati che scorrono nelle pagine.

Anche se molti grafici storcono il naso all’idea di usare Canva e i meme dispregiativi nella categoria si sprecano, io apprezzo molto questa web app se usata con criterio.

E per me il criterio fondamentale è che i template su Canva sono la mossa vincente se costruiti sulla brand identity del cliente.

Diversamente, con tutto il ben di Dio di disponibilità fra modelli, template, file pronti o quasi, estetiche curatissime, ci vuole poco a perdersi.

E perdersi significa in sostanza perdere di riconoscibilità, perché senza dei punti fermi visivi decisi a monte, si rischia l’effetto transformer ogni due per tre. 

E un brand che non è riconoscibile che brand è?

Ma allora si può impaginare con Canva?

Il grande pro dell’usare Canva

Ma quindi Canva mi piace? Oh sì, perché permette al cliente di essere autonomo e non dover dipendere da me per le più piccole modifiche. Io disegno per loro dei template personalizzati sulla loro identità visiva, sui loro obiettivi, sui loro format e loro possono agevolmente inserire i contenuti. That’s it.

Concretamente, quali sono i supporti che è possibile e consigliabile progettare su Canva?

  • i post social
  • i volantini
  • le presentazioni aziendali
  • i freebie di poche pagine
  • le stories per Instagram

Cosa invece sconsiglio di fare su Canva

In sostanza su Canva sconsiglio di gestire file lunghi, come ad esempio:

  • riviste
  • libri
  • agende
  • freebie di molte pagine
  • ebook

Insomma tutto quello che ha una lunga foliazione in cui il testo ha spesso necessità di scorrere fluido andando a capo da una pagina all’altra. Gestire una cosa del genere con testo che scorre su Canva è da masochisti secondo me, detto fuori dai denti.

Un’altra cosa importantissima per un grafico professionista che si occupa di impaginazione, è la gestione della fase di pre-stampa che su Canva non è assolutamente proponibile gestire.

Senza entrare troppo nello specifico, ci sono processi da rispettare quando si manda in stampa professionalmente, ad esempio:

  • la gestione del colore
  • i profili colore da incorporare
  • la versione del pdf che chiede la tipografia
  • ecc…

Ma quindi non posso stampare un volantino o un biglietto dal pdf prodotto su Canva? Ma sì, a meno che non si cerchi una gestione cromatica super luxury.

Ma quando ci spostiamo dall’ambito del “stampo 100 bigliettini da visita per me” al “voglio progettare un’agenda e mandarla in stampa in 100 copie”, beh io qui mi fermerei decisamente.

Per farti capire meglio la questione, a seguire ti faccio vedere quali sono le impostazioni di stampa che io ho salvato nei miei programmi di grafica professionale, che corrispondo ad alcuni fornitori on line che periodicamente utilizzo.

Ecco, anche le tipografie on line più serie ti chiedono di rispettare determinate caratteristiche da applicare al file di stampa e con Canva no, non puoi.

La gestione tipografica

Ci sono poi delle accortezze che un grafico editoriale impaginatore può affrontare con accuratezza, come ad esempio la gestione:

  • delle vedove, ossia la parte iniziale di una frase che finisce a fine pagina continuando nella successiva;
  • delle orfane, ossia la parte finale di una frase che termina in cima alla pagina successiva;
  • le legature, ossia quando due lettere uguali cambiano forma unendosi fra loro quando sono affiancate;
  • la cura degli spazi fra lettere e linee dei paragrafi (rispettivamente kerning e interlinea);
  • l’aggancio a una griglia di base, che significa che le righe del paragrafo di pagina sinistra saranno allineate orizzontalmente a quella di destra, anche al variare delle dimensioni del testo (cosa non scontata).

Insomma possono sembrare cose da perfezionisti, ma l’impaginazione e la stampa sono processi dove la cura della perfezione (prendete il termine con le pinze) è molto importante e nella grafica c’è molta matematica e rispetto di armonie, allineamenti e proporzioni.

La gestione del colore

Sì anche il colore, croce e delizia di qualsiasi grafico che mandi in stampa i progetti che impagina, necessita di una gestione e conoscenza tecnica non indifferente.

Ci sono vari tecnicismi anche qui da conoscere e gestire, come per esempio:

  • la gestione del nero;
  • la gestione del limite totale dell’inchiostro (lo sapevi che per esempio su una carta leggera non puoi superare una certa quantità totale di inchiostro?). Facci caso quando guardi la stampa sui quotidiani, da vicino o con un lentino vedrai tanti piccoli puntini di colore. Ecco il fatto di vedere quei puntini significa che la frequenza a cui vengono stampate le linee colore non è altissima, perché la carta leggera del quotidiano non la reggerebbe;
  • la gestione di profili colore, perché esistono dei profili pensati a monte che regolano il mondo della gestione colore e della stampa.

In conclusione

Giuro che non volevo essere troppo perfezionista con questo articolo, perché ripeto Canva rimane un’app super utile!

Ma quando si tratta di una gestione più seria di un dato supporto grafico, è preferibile passare a una gestione più professionale che permetta un maggiore controllo tecnico del tutto.

Se vuoi approfondire l’argomento, ti ricordo che puoi prenotare una call dove mi parli del tuo progetto. 🌿

Mi chiamo Carolina Frangipane, sono una graphic designer e mi occupo di brand identity e impaginazione, con un occhio sempre rivolto a soluzioni ecologiche.

Rimaniamo in contatto? Iscriviti alla mia newsletter e scarica la mia “Guida a una grafica green per attività eco-consapevoli”.

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